Marta Ampolo
Dita in Piazza
dita tra dita
ignorando la pietra
il nero dell'occhio segato
dai capelli
che il nero prolungano
e disperdono
schizzo-fren-etico
parte al cielo
parte alla terra
dita tra dita
possedere gli opposti
voragini di senso
e precipitano i pensieri
oltre la pietra dei gradini
il gravare della fine
al principio
schiena umida
gocciache brucia
la ferita al passaggio
interrompere l'emozione
m’ insegue l'oblio
fermare
dita tra dita
delle dita
non discernere
l’ appartenenza
della pietra
non avvertire
la superficie
a volte spera
a volte teme
contro la fine
comunque
almeno
preservarne
il ricordo
dall'alto fissare
nel nero degli occhi
...regalar via le dita
prima dei tre rintocchi
Marta Ampolo
Lune di sabbia
Come la sabbia che corre giù dalle lune
lune di sabbia
che sfarinano
a riempire clessidre
nel letto azzurro dorme uno straniero
…la mia veglia è la stessa
Come il cane nero
senza corde vocali
tagliate via per inciderne il ventre
senza fastidiosi rumori
Come l’assenza
che riempio di cioccolata
e pane
e latte
Come la sabbia che corre giù dalle lune
che si deposita sui palmi
Come alchimie di sabbia e saliva
nuove forme che conservano le tue mani
Mentre i rampicanti già mi stringono le caviglie
e dal cortile non c’è fuga se non la finestra…
attendo che le lune sfarinino del tutto
per affogare le dita nella pietra
in eterno…
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