Identità/Appartenenza
La ricerca dell’identità attraverso l’atto creativo - The search for identity through the creative act

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Identità nel mondo / Un mondo di identitàRassagna stampa
 
 
 

 

Regine Ramseier

Déraciner

Installation octobre 2004, laboratoire artistique ArToll Bedburg-Hau, Allemagne.

Mon travail au laboratoire artistique de Bedburg-Hau en Allemagne est, partiellement, une réaction intuitive et en référence avec les lieux. D'une part il y a un lien direct avec les "Rheinischen Kliniken", d'autre part c'est une suite au comportement politique de la Suisse et du Canton du Tessin concernant les réfugiés.

Derrière des hautes murs en briques, sur un terrain réservé dans ces "Rheinischen Kliniken", vive aujourd'hui un grand nombre de personnes atteintes de maladies psychiques.

Ces maisons sont entourées par des arbres hauts et sombres, où la lumière transperce rarement pour l’intense feuillage. Une clôture de sécurité se distingue, par sa couleur clair, des murs et des arbres. Une plaque commémorative rappelle les patients tués pendant la deuxième guerre mondiale. Peu avant cette guerre, se trouvaient dans ce camp 25.000 personnes environ, entre patients et réfugiés. Ils ont été tous déportés.

Je dédie mon travail aux personnes malades et déracinées autant qu'aux émigrants, réfugiés et demandeurs d'asile, dont les chiffres sont en permanente augmentation alors que l’accueil favorable à eux réservé est en considérable baisse. Déjà ils vivaient de la violence et du refus, ils trouvent ici de l'hostilité raciste. Il n’y a pas d'accueil bienvenu pour d'autres ethnies, d'autres nations ou des personnes d'autres couleurs. Donc ils se sentent poussés au bord de la société, où ils se trouvent entre eux et pour leur propre protection se lient entre eux. Avec leurs blessures profondes et après leur échec d'integration dans ce nouveau pays, ils deviennent eux-mêmes des xénophobes.

La terre labourée, les racines détachées qui se lèvent du sol symbolisent le dessèchement graduel qui caractérise leur situation. Cette nouvelle terre ne leur offre aucun refuge, par contre elle crée des privilèges et de la sécurité pour les uns et de l'insécurité et du refus pour les autres.

 

Déraciner, installazione (foto L. Carretta)

 

Regine Ramseier

Sradicare

Installazione realizzata nell’ottobre 2004 presso il laboratorio artistico ArToll di Bedburg-Hau, in Germania.

Il mio lavoro al laboratorio artistico di Bedburg-Hau in Germania cotituisce, almeno in parte, una reazione intuitiva e in stretto rapporto con i luoghi. Da un lato si pone in rapporto diretto con le "Rheinischen Kliniken", dall’altro rappresenta una reazione al comportamento politico della Svizzera e del Canton Ticino riguardo ai rifugiati.

Dietro gli alti muri di mattoni, in un terreno riservato in queste "Rheinischen Kliniken", vive oggi un gran numero di persone affette da malattie mentali.

Queste case sono circondate da alberi alti e scuri, attraverso i quali, per via del fitto fogliame, la luce traspare assai poco. Una paratia di sicurezza si distingue, per il suo colore chiaro, dai muri e dagli alberi. Una lapide commemorativa ricorda i pazienti uccisi durante la seconda guerra mondiale. Poco prima di questo conflitto, si trovavano nel campo circa 25.000 persone, tra pazienti e rifugiati. Tutti sono stati deportati.

Io dedico il mio lavoro alle persone malate e sradicate, così come agli emigranti, ai rifugiati e a coloro che fanno richiesta di asilo. Il loro numero è in costante aumento, mentre l’accoglienza favorevole ad essi riservata è in costante diminuzione. Già essi vivevano della violenza e del rifiuto: qui trovano anche un’ostilità di tipo razzista. I cittadini di altre etnie, di altre nazioni o di diverso colore non sono i benvenuti. Dunque si sentono spinti ai margini della società, dove si trovano ridotti a convivere e, a scopo di difesa, anche ad avere rapporti sociali solo fra loro. Dopo aver ricevuto ferite profonde e dopo aver fallito nel tentativo di integrarsi in questo nuovo paese, diventano essi stessi xenofobi.

La terra arata, le radici staccate che si alzano dal suolo simboleggiano il progressivo disseccamento che caratterizza la loro situazione. Questo nuovo territorio non offre ad essi alcun rifugio, ma per contro crea privilegi e sicurezza per alcuni e insicurezza e rifiuto per gli altri.

(trad.: G. Zuccarino)