Identità/Appartenenza
Identità nel mondo / Un mondo di identità - Identity in the world / A world of identity 

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Identità nel mondo/Un mondo di identità
 
 

Carolina Cuneo

Genova, Italia, 17 marzo 2005

SGUARDO SU BERLINO 

La scelta del luogo di un viaggio è determinata dai motivi più diversi. Spesso si intraprende un viaggio non per vedere qualcosa di sconosciuto, di altro, di diverso,ma per cercare qualcosa di uguale a sé, a conferma del proprio mondo di certezze. Si guarda e si trattiene solo ciò che si vuole conservare come ricordo. Allora, mi sono domandata,che cosa stavo osservando a Berlino, che era già dentro di me? Credevo di scoprire in un paesaggio urbano ad una velocità di cambiamento accelerata al massimo, i segni dolorosi di un passato di guerre e di separazione, due mondi contrapposti a poche centinaia di metri di distanza, uno occidentale e colorato e un altro orientale e grigio. Ma questa duplicità mi apparteneva? Le fotografie sono la risposta.  

Il muro di Berlino è stato costruito un mese prima della mia nascita. Appartiene ad un recente passato del quale non ho esperienza diretta, ma le cui vicende mi hanno accompagnato nella vita. Per anni ha rappresentato il confine simbolico tra i paesi di due blocchi opposti: quello democratico filoamericano e quello socialista sotto controllo sovietico. Per chi lo ha visto costruire davanti a sé da un giorno all’altro ha rappresentato la causa della privazione della libertà e dellasegregazione forzata in un luogo.La sua distruzione nel 1989 è stata un atto liberatorio da un regime oppressivo ed ha innescato una reazione a catena che ha portato alla situazione politica attuale. Dopo la caduta del Muro, i simboli urbani di quel periodo sono diventati insopportabili e sono stati rapidamente distrutti o modificati per renderli non riconoscibili. L’euforia per le nuove costruzioni ha reso quindi difficile la ricerca dei segni del passato. Ma ancora oggi i solchi dei proiettili marcano il Muro, le macerie testimoniano la distruzione di edifici ministeriali, i murales ricordano l’unica espressione di protesta consentita,i vecchi edifici convivono tra costruzioni avveniristiche.Inuovi nomi delle vie e le luci colorate delle strade non hanno ancora completamente oscurato i segni del tempo. Camminando nella città si respira un’atmosfera densa di storia e di sofferenza che resiste alle modifiche urbanistiche. Si percepisce che la parte est e quella ovest non sonocompletamente unite così come si vorrebbe far vedere. Le persone portano dentro di sé la parte del muro dalla quale provengono come un segno di diversità che il cambiamento non ha cancellato. Il cammino verso il miglioramentodella città non è terminato e comprende scelte dolorose che richiedono l’accettazione di ricordi pesanti. Tornerò in futuro a Berlino per osservare e riflettere….

 

Vicino al Check Point Charlie
Potsdam Platz

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