Rassegna stampa
 

La Repubblica Genova pag. XV Martedì, 10 marzo 2009

Parole, parole

P iaceri sulla carta al tempo degli sms

Una mostra originale alla Berio: 250 lettere da tutto il mondo rigorosamente scritte a mano

di Stefano Bigazzi

Carta e penna, sem plicemente. Uno dopo l'altro i segni dell'alfabeto latino - il vero impero di Roma - in un lun go, sterminato disegno involon tario. Nel tempo degli epigrammi, short message service, che hanno comunque messo a tacere la cor rispondenza epistolare, quella col francobollo (per giunta non si lecca più, come l'orlo della busta, a lasciare sulla lingua un sentore colloso e amarognolo di ossa) un gruppo di volenterosi ha scritto.

Parole, a fiumi, raccolte in una mostra nella Sala Lignea della Bi blioteca Berio, secondo un progetto di Luisella Carretta, Marco Ercolani e Giuseppe Zuccarino. Due anni fa la stessa Carretta aveva messo in opera un altro allesti mento dedicato alla comunica zione non verbale per così dire tradizionale, in forma tuttavia so lipsistica: una collezione di tac cuini, diari insomma, che ancora volenterosi pionieri - artisti e scrittori e intellettuali eccetera - avevano compilato in un anno, per farne oggetto di studio e rifles sione.

Qui il prodotto è rivolto dichia ratamente all'altro, lettere sono, hanno un mittente e un destinatario, qualsivoglia sia, vero e immaginario. Oltre 250 i partecipanti, cui si aggiungono in bacheca autografi di Gabriele D'Annuo zio, Silvio Pellico, Massimo D'A zeglio Marcello Piacentini, Fortu nato Depero, Giuseppe Prezzolini , Charles Dickens, Gabriele Rossetti, Edoardo Firpo, Giuseppe e Giuseppina Verdi, Eugenio. Montale, Gian Pietro Vieusseux.

Un esercizio collettivo di stile e di retorica, esercitazione di memoria e manualità- buona parte del materiale giunto agli ordi natori proviene dalla Turchia, do ve ancora a scuola si pratica la calligrafia -e testimonianza visiva e culturale, a dispetto dell'elettro nica, nella proporzione per cui la lettera sta al documento Word co me un dipinto sta a un'opera digi tale. Qualcuno, comunque, invitato a partecipare, si è tirato indietro per sopravvenuta incapacità scrittoria: o la tastiera o nulla. Che poi, non a ben vedere ma a ben odorare, un epistolario ha il valo re aggiunto del profumo d'in chiostro, sempre diverso e lontano dalle asprezze dei toner, ma anche del più antico effetto olfat tivo del legno scorticato d'un lapis.

«L'intento della mostra spiegano i curatori - è quello di riportare l'attenzione sul genere "lettera", intesa come "frammen to intimo", foglio sparso, appun to necessario a scandagliare l'ani mo umano con emozioni e pen sieri pertinenti al processo creati vo dell'artista. Scrive Rainer Maria Rílke a un'amica: "No, non lo faccio per lei, ma piuttosto per la 'cosa', per ciò che è il mio lavoro- finalmente in tutte le lettere c'è una traccia della sua intensità che vibra e si comunica; niente è perduto di ciò che ha vibrato una volta oltre un certo grado di inten sità".

Questa Babele, nel sovrapporsi di significati, locuzioni, convene voli, finzioni e fantasia in lingue e grafie diverse (e colori), trova coe rente universalità nella scrittura, che è arte e ambizione a lasciare un segno tangibile del pensiero, un po' nella convinzione - non del tutto errata - che il chiac chiericcio telematico sia rapido (indolore) ma aleatorio (eppure qualche Echelon registrerà bi glietti d'amore e ingiunzioni di pagamento, aforismi e banalità, affidandoli all'eternità). Scrittu ra-scrittura, mutuando ancora una volta il neologismo dall'arte figurativa (pittura, in questo ca so), che dal fonema applicato in grafema prescinde dal contesto per assumere un connotato nuo vo, la scrittura è opera d'arte in sé (un esempio tutto sommato ge novese: Martino Oberto e i suoi testi anafilosofici negli anni Ses santa e Settanta), come - per altri passaggi - realizza l'artista svizzero Gamelle (lo si veda alla Galleria Studio 44 di vico Colalan za, in questi giorni) in 3,141592…… politico che parte da numeri (se gni sono) nell'elaborazione di Pi greco, solitamente abbreviato nella formula 3,14, tuttavia infini to. E Gamelle, senza andare trop po oltre, si è limitato a far seguire a1 3,141592 e via contando, cento mila infinitesimali, scrivendoli con la mano sinistra in forma spe culare, ottenendo un totem se gnico che richiama un antico co dice indoeuropeo.

Parole su carta a risvegliare in qualche modo i miliardi di righe e capoversi e capitoli nel sonno de gli scaffali della Berio, un grande mormorio affrancato (non occor re faccia fede un timbro postale) dalla quotidianità.


 

L'INTRAMONTABILE FASCINO
DELLE LETTERE IN MOSTRA

In tempo di e-mail ed sms Luisella Carretta ha raccolto le parole di poeti, artisti e gente comune

Due lunghi tavoli di legno sono coperti di lettere scritte a mano. Altre sono appese, altre ancora conservate in bacheca. Sono 220 le “Lettere” esposte da oggi al 18 marzo nella sala Lignea della Biblioteca Berio. La mostra (aperta nei giorni feriali dalle 16 alle 18, a ingresso libero) è stata organizzata dall'Associazione Le Arie del Tempo, diretta da Luisella Carretta.

Gli autori rappresentano venticinque nazioni diverse e ognuno ha il suo stile, la sua calligrafia, il suo alfabeto. Dall'Italia hanno scritto Silvia Ambrosi, Margherita Faustini, Viana Conti, Alberto terrile, Sandra Verda, Elena Bono, Giuliano Galletta, Maurizio Olita, Piero Zino. Dal Mondo Fernando Arrabal, Mario Callens, Daniel Poulin, Urcan Perdahci, Belgin Yaran,Bruno Roy, Ana Rossi, Mohammad Ziar. Dal Passato Gabriele D'Annunzio, Giuseppe Verdi e sua moglie Giuseppina, Fortunato Depero. Solo qualche nome.

“E' successa una cosa strana - racconta la Carretta – perché dopo aver diramato gli inviti, mi sono arrivate numerose richieste di partecipazione da persone sconosciute. Il messaggio è passato da uno all'altro spontaneamente e tanti si sono autocandidati, spinti dal desiderio di misurarsi con una forma di comunicazione intima e preziosa, ormai in disuso”. Il buffo è che la moltiplicazione del messaggio è avvenuta grazie, alla parente tecnologica della vecchia epistola, la mail.

Ormai il meccanismo è fuori controllo. Alle Arie del tempo (l'Associazione ha sede in via Lomellini) continuano ad arrivare lettere nuove. “Per questo – commenta la Carretta - non solo porteremo in giro la mostra in altre biblioteche italiane, felici del contributo che anche la Berio ha voluto fornirci, estraendo dai suoi archivi lettere di personaggi storici come verdi, Charles Dickens, Eugenio Montale.. ma creeremo un archivio, che assumerà forse la valenza di un piccolo contributo all'archeologia della lettera.

Si rimane colpiti, ci si ferma a lungo cercando di penetrare i segreti nascosti in ogni foglio. Alcune non si capiscono perché sono scritte in lingue sconosciute. Molte uniscono frasi e disegni, vicine alla poesia visiva. Il cantautore Max Manfredi compone una spirale di parole. La psicologa per l'infanzia Maria Rita Parsi manda la lettera di una bambina di 9 anni che si rivolge al padre morto, chiedendogli il coraggio che le serve per vivere senza di lui. L'attore drammaturgo e scrittore Pino Petruzzelli scrive ai non zingari.

Luisella Carretta stessa partecipa con una lettera a suo padre, morto nel 1963. “Ho voluto ricordare l'ultimo momento felice che abbiamo trascorso insieme, nelle Dolomiti. Mi ha fatto piacere ricordarlo”. Ha unito alle parole alcune immagini di montagne e poi fatto colare qualche goccia d'acqua che confonde il testo, lasciandolo intero solo per loro due, commossi dal nuovo incontro. Alcune parlano d'amore, come quella di Bruno Roy, poeta e saggista canadese, per la moglie in punto di morte. Ha tenuto a far sapere che ha avuto la forza di leggerla al funerale e che ritiene sia la lettera più importante della sua vita.

Fra i gruppi di fogli appesi, uno colpisce perché anche da lontano si intravvedono le parole appese ai rami di un grande albero. E' scritta dall'antropologa e poetessa brasiliana Marcia Theophilo, impegnata contro la devastazione della foresta amazzonica. Arrabal, fondatore del Teatro Panico, ha mandato una lettera disegno a una misteriosa donna genovese, con tanto di francobolli che rappresentano i suoi quadri. Jean Foucault, poeta francese, ha descritto cambiamenti di una patata nei cinque anni in cui ha “avuto la bontà di non marcire”. Béatrice Lambert scrive alla neve, firmandosi “l'amante di cristallo”. Tanti messaggi in cui navigare, tra divertimento, riflessione e bellezza, perché un foglio di carta scritto a mano rimane un messaggio unico.

Eliana Quattrini

 
© Copyright - 2009 - LE ARIE DEL TEMPO Associazione Culturale via Lomellini 3/3, 16124, Genova, Italy Tel: 0102468446
info@leariedeltempo.it