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Ho conosciuto Monica Ferretti nel 1999,
in occasione di un mio corso di scrittura creativa. La mia prima impressione
fu quella di una ragazza tormentata e solitaria, ricca di talento, determinata
a iniziare una sua autonoma esistenza di scrittrice. Amava i gothic
tales , dalla fantascienza di Theodore Sturgeon alle narrazioni apocalittiche
e horror di Richard Matheson e James Ballard, e scriveva racconti
già complessi e maturi, dalle tonalità lovecraftiane. Alla
fine del corso i rapporti non si interruppero e Monica cominciò
a partecipare alle attività dell'Associazione Le Arie del Tempo
, con me e con Luisella Carretta, partecipando all'allestimento di
mostre e all'elaborazione delle cartelle di grafica e scrittura Scriptions
.
Nel 2004, nel suo ultimo intervento per
il seminario Identità e Appartenenza , Monica, dimagrita
e stanca, aveva descritto la genesi del suo libro Gueules noires/Musi
neri , dedicato alla tragedia di Marcinelle, raccontando, a un pubblico
composto esclusivamente di amici, come si fosse estraniata dal mondo mentre
scriveva quelle pagine, quasi in stato di trance. Ricordo che, nell'occasione,
si era discusso di quanto lo scrittore confidi la sua identità
, la sua appartenenza , soltanto alla pagina che sta scrivendo,
al foglio bianco a cui consegna le sue parole. E riesca completamente
a dimenticare il mondo, come se le cose cessassero di esistere mentre
lui sta scrivendo.
Ora il mondo ha smesso realmente di esistere
per Monica. A una vita difficile, spesso nascosta agli altri con prudenza
e pudore, si è opposta con le strategie della scrittura proponendo,
in diversi racconti fantastici, una sua personale iniziazione all'orrore
interiore. La morte prematura le ha tolto la voce ma non toglie a noi
il ricordo della sua presenza e la certezza che Monica abbia amato la
scrittura come il principale esorcismo, la sola magia attraverso la quale ex-primere ("spremere fuori") il proprio inferno interiore.
Marco Ercolani
I sei racconti e i disegni sono stati pubblicati
il 16 giugno 2005 nella cartella Scriptions , Fogli, (di)segni e scritture
, quaderno 5, a cura di Marco Ercolani e Luisella Carretta.
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